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	<title>Flaminio Wiki - Contributi utente [it]</title>
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		<updated>2022-05-27T21:27:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Cocuzzolo centrale */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; &lt;br /&gt;
San Paolo è uno dei colli che si alzano nella parte settentrionale dell'abitato di Ceneda. Esso presenta una cresta con tre cocuzzoli: quello orientale ospita l'omonima chiesa, quello centrale  un'ex zona militare e quello occidentale le fondazioni di una torre. Il colle, inoltre, insieme con i castelli più bassi del San Rocco, dei Palasi e forse del San Martino costituiva una delle difese del sistema fortificato collinare. &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
Fino al 1418, sul colle si trovava il castello di Sant'Elia, il quale si estendeva sui tre cocuzzoli e fu distrutto dagli Ungari di Pippo Spano. All'inizio del XVI secolo, sulle rovine del castello sul cocuzzolo orientale, il vescovo Marino Grimani realizzò un nuovo edificio sacro, andato perduto. Nel XVIII secolo il vescovo De Luca commissionò una nuova chiesa al frate Francesco Maria da Venezia. Questa struttura, giunta fino ai giorni nostri, fu restaurata nel 1939 in seguito ai danni causati dalla Prima Guerra Mondiale e dal terremoto del 1936. Ai lati si trovano due cappelle minori: a destra &amp;quot;La Beata Vergine della Salute con San Girolamo e San Rocco&amp;quot;, mentre a sinistra una croce con i simboli della passione ed una scultura in creta. Da allora i fedeli raggiungono la chiesa dopo aver compiuto la Via Crucis, percorrendo la piazza del Duomo e passando accanto al castello vescovile di San Martino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutt'ora accanto alla chiesa si trova un'ulteriore costruzione del XVIII secolo, adibita a residenza privata prima del custode ed in seguito degli eremiti, che si rifugiarono in questo luogo ameno alla ricerca di un isolamento dal mondo. Negli anni Quaranta del XX secolo la casa venne ricostruita in forma di castelletto medievale, caratterizzato esternamente da torri, merli e caditoie, mentre internamente da affreschi raffiguranti due frati.&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale=&lt;br /&gt;
[[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|247x247px|Al centro i resti  della casa-forte,  in basso a sinistra una porzione della cinta muraria interna. ]]&lt;br /&gt;
[[File:Porzione di muro.jpg|miniatura|249x249px|Porzione della cinta più esterna, che unisce il cocuzzolo centrale con quello ovest]]&lt;br /&gt;
[[File:Terrazzamento.jpg|miniatura|220x220px|Porzione della cinta esterna sul lato nord del colle]]&lt;br /&gt;
Il cocuzzolo centrale costituisce l'area di maggior interesse militare, essendo sede delle forze difensive della fortificazione. Esso infatti venne occupato già in età preromana, divenendo un [https://it.wikipedia.org/wiki/Oppidum oppidum] ai tempi dell'Urbe, e col passare dei secoli si trasformò definitivamente in una roccaforte medievale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sito presenta nell'area centrale una [https://it.wikipedia.org/wiki/Casaforte casaforte] a scopo di difesa e controllo dell'abitato di Ceneda, vista la posizione sopraelevata e quindi strategica. La struttura era in origine circondata da due cinte murarie: la più interna, di cui si vedono solo pochi resti, rappresenta l'ultimo baluardo difensivo, mentre la più periferica, costituisce un anello lungo tutto il perimetro sommitale del colle. Ancora oggi sono visibili i resti del fortilizio; salendo sul colle dalla via crucis, sulla sinistra si ergono le mura merlate della cinta esterna. Proseguendo per il sentiero, sempre sulla sinistra, svettano le fondamenta della struttura difensiva centrale e si intravedono alla base del cocuzzolo i resti della cinta muraria più interna. All'inizio della salita verso la chiesa, a Nord, è visibile una porzione di muro che funge anche come sostegno del terreno franoso, tipico della zona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al di sotto delle mura, sono affiorati nel tempo numerosissimi reperti di cultura materiale. Nell'ambito della numismatica si evidenziano ritrovamenti di monete risalenti ad un periodo compreso tra il I secolo d.C. fino all'epoca veneziana ( XIV- XVII secolo). Per quel che riguarda l'oggettistica invece, sono rinvenute punte di freccia di vario genere: alcune a punta piramidale quadrangolare allungata con innesto a spina (databili al IV-V secolo d.C.), altre di tipo avarico a tre alette. Tra gli oggetti rinvenuti, fibbie di ferro o rame di vario genere rappresentano delle testimonianze longobarde di vita quotidiana. Nelle pertinenze del castello, alle pendici del colle, sono state rinvenute nel XX secolo diverse sepolture, probabilmente databili al V-VI secolo d.C.&amp;lt;ref&amp;gt;Giorgio Arnosti, ''Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C.'', Vittorio Veneto, 2017, p. 702&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
Il cocuzzolo occidentale è separato da quello centrale tramite un fossato, probabilmente artificiale, e, al centro, conserva tutt'ora le antiche fondazioni di una torre come attestano le prime fonti risalenti al XII secolo.&amp;lt;ref&amp;gt; fonti: ''Warnerii de Postcastro'' (1170), ''Rocham Cenete'' (1199) &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Note=&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
=Bibliografia=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Giorgio Arnosti , ''L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in &amp;quot;Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)&amp;quot;'', Vittorio Veneto, 1993, pag. 46&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Giorgio Arnosti, ''Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C.'', Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Sergio De Nardi- Giovanni Tomasi, ''L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche'', Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Alessandro D'Assiè, ''Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe'', Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Michele Zanchetta, ''Atlante dei castelli tra Piave e Livenza'', Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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		<id>https://wiki.liceoflaminio.edu.it/index.php?title=San_Paolo&amp;diff=403</id>
		<title>San Paolo</title>
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		<updated>2022-05-25T09:19:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Bibliografia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; &lt;br /&gt;
San Paolo è uno dei colli che si alzano nella parte settentrionale dell'abitato di Ceneda. Esso presenta una cresta con tre cocuzzoli: quello orientale ospita l'omonima chiesa, quello centrale  un'ex zona militare e quello occidentale le fondazioni di una torre. Il colle, inoltre, insieme con i castelli più bassi del San Rocco, dei Palasi e forse del San Martino costituiva una delle difese del sistema fortificato collinare. &amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
Fino al 1418, sul colle si trovava il castello di Sant'Elia, il quale si estendeva sui tre cocuzzoli e fu distrutto dagli Ungari di Pippo Spano. All'inizio del XVI secolo, sulle rovine del castello sul cocuzzolo orientale, il vescovo Marino Grimani realizzò un nuovo edificio sacro, andato perduto. Nel XVIII secolo il vescovo De Luca commissionò una nuova chiesa al frate Francesco Maria da Venezia. Questa struttura, giunta fino ai giorni nostri, fu restaurata nel 1939 in seguito ai danni causati dalla Prima Guerra Mondiale e dal terremoto del 1936. Ai lati si trovano due cappelle minori: a destra &amp;quot;La Beata Vergine della Salute con San Girolamo e San Rocco&amp;quot;, mentre a sinistra una croce con i simboli della passione ed una scultura in creta. Da allora i fedeli raggiungono la chiesa dopo aver compiuto la Via Crucis, percorrendo la piazza del Duomo e passando accanto al castello vescovile di San Martino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutt'ora accanto alla chiesa si trova un'ulteriore costruzione del XVIII secolo, adibita a residenza privata prima del custode ed in seguito degli eremiti, che si rifugiarono in questo luogo ameno alla ricerca di un isolamento dal mondo. Negli anni Quaranta del XX secolo la casa venne ricostruita in forma di castelletto medievale, caratterizzato esternamente da torri, merli e caditoie, mentre internamente da affreschi raffiguranti due frati.&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale=&lt;br /&gt;
[[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|247x247px|Al centro i resti  della casa-forte,  in basso a sinistra una porzione della cinta muraria interna. ]]&lt;br /&gt;
[[File:Porzione di muro.jpg|miniatura|249x249px|Porzione della cinta più esterna, che unisce il cocuzzolo centrale con quello ovest]]&lt;br /&gt;
[[File:Terrazzamento.jpg|miniatura|220x220px|Porzione della cinta esterna sul lato nord del colle]]&lt;br /&gt;
Il cocuzzolo centrale costituisce l'area di maggior interesse militare, essendo sede delle forze difensive della fortificazione. Esso infatti venne occupato già in età preromana, divenendo un ''oppidum'' ai tempi dell'Urbe e col passare dei secoli si trasformò definitivamente in una roccaforte medievale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sito presenta nell'area centrale una casa-forte (ossia una residenza nobiliare all'interno di una torre) a scopo di difesa e controllo dell'abitato di Ceneda, vista la posizione sopraelevata e quindi strategica. La struttura era in origine circondata da due cinte murarie; la più interna, di cui si vedono solo pochi resti, rappresentava l'ultimo baluardo difensivo, mentre la più periferica, costituisce un anello lungo tutto il perimetro sommitale del colle. Ancora oggi si possono vedere dei resti del fortilizio; salendo sul colle dalla via crucis, sulla sinistra si ergono le mura merlate della cinta esterna. Proseguendo per il sentiero, sempre sulla sinistra svettano le fondamenta della struttura difensiva centrale e si intravedono alla base del cocuzzolo i resti della cinta muraria più interna. All'inizio della salita verso la chiesa, a Nord, è visibile una porzione di muro che funge anche come sostegno del terreno franoso, tipico della zona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al di sotto delle mura, sono affiorati nel tempo numerosissimi reperti di numismatica, oggettistica varia e sepoltura. Nell'ambito della numismatica si evidenziano dei ritrovamenti a partire dal I secolo d.C. fino all'epoca veneziana. Per quel che riguarda l'oggettistica invece,  punte di freccia di vario genere: alcune a punta piramidale quadrangolare allungata con innesto a spina (databili al IV-V secolo d.C.), altre di tipo avarico a tre alette. Tra gli oggetti rinvenuti, fibbie di ferro o rame di vario genere rappresentano delle testimonianze longobarde di vita quotidiana;  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
Il cocuzzolo occidentale è separato da quello centrale tramite un fossato, probabilmente artificiale, e, al centro, conserva tutt'ora le antiche fondazioni di una torre come attestano le prime fonti risalenti al XII secolo.&amp;lt;ref&amp;gt; fonti: ''Warnerii de Postcastro'' (1170), ''Rocham Cenete'' (1199) &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Note=&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
=Bibliografia=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Giorgio Arnosti , ''L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in &amp;quot;Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)&amp;quot;'', Vittorio Veneto, 1993, pag. 46&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Giorgio Arnosti, ''Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C.'', Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Sergio De Nardi- Giovanni Tomasi, ''L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche'', Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Alessandro D'Assiè, ''Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe'', Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Michele Zanchetta, ''Atlante dei castelli tra Piave e Livenza'', Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; &lt;br /&gt;
San Paolo è uno dei colli che si alzano nella parte settentrionale dell'abitato di Ceneda. Esso presenta una cresta con tre cocuzzoli: quello orientale ospita l'omonima chiesa, quello centrale  un'ex zona militare e quello occidentale le fondazioni di una torre. Il colle, inoltre, insieme con i castelli più bassi del San Rocco, dei Palasi e forse del San Martino costituiva una delle difese del sistema fortificato collinare. &amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
Fino al 1418, sul colle si trovava il castello di Sant'Elia, il quale si estendeva sui tre cocuzzoli e fu distrutto dagli Ungari di Pippo Spano. All'inizio del XVI secolo, sulle rovine del castello sul cocuzzolo orientale, il vescovo Marino Grimani realizzò un nuovo edificio sacro, andato perduto. Nel XVIII secolo il vescovo De Luca commissionò una nuova chiesa al frate Francesco Maria da Venezia. Questa struttura, giunta fino ai giorni nostri, fu restaurata nel 1939 in seguito ai danni causati dalla Prima Guerra Mondiale e dal terremoto del 1936. Ai lati si trovano due cappelle minori: a destra &amp;quot;La Beata Vergine della Salute con San Girolamo e San Rocco&amp;quot;, mentre a sinistra una croce con i simboli della passione ed una scultura in creta. Da allora i fedeli raggiungono la chiesa dopo aver compiuto la Via Crucis, percorrendo la piazza del Duomo e passando accanto al castello vescovile di San Martino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutt'ora accanto alla chiesa si trova un'ulteriore costruzione del XVIII secolo, adibita a residenza privata prima del custode ed in seguito degli eremiti, che si rifugiarono in questo luogo ameno alla ricerca di un isolamento dal mondo. Negli anni Quaranta del XX secolo la casa venne ricostruita in forma di castelletto medievale, caratterizzato esternamente da torri, merli e caditoie, mentre internamente da affreschi raffiguranti due frati.&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale=&lt;br /&gt;
[[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|247x247px|Al centro i resti  della casa-forte,  in basso a sinistra una porzione della cinta muraria interna. ]]&lt;br /&gt;
[[File:Porzione di muro.jpg|miniatura|249x249px|Porzione della cinta più esterna, che unisce il cocuzzolo centrale con quello ovest]]&lt;br /&gt;
[[File:Terrazzamento.jpg|miniatura|220x220px|Porzione della cinta esterna sul lato nord del colle]]&lt;br /&gt;
Il cocuzzolo centrale costituisce l'area di maggior interesse militare, essendo sede delle forze difensive della fortificazione. Esso infatti venne occupato già in età preromana, divenendo un ''oppidum'' ai tempi dell'Urbe e col passare dei secoli si trasformò definitivamente in una roccaforte medievale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sito presenta nell'area centrale una casa-forte (ossia una residenza nobiliare all'interno di una torre) a scopo di difesa e controllo dell'abitato di Ceneda, vista la posizione sopraelevata e quindi strategica. La struttura era in origine circondata da due cinte murarie; la più interna, di cui si vedono solo pochi resti, rappresentava l'ultimo baluardo difensivo, mentre la più periferica, costituisce un anello lungo tutto il perimetro sommitale del colle. Ancora oggi si possono vedere dei resti del fortilizio; salendo sul colle dalla via crucis, sulla sinistra si ergono le mura merlate della cinta esterna. Proseguendo per il sentiero, sempre sulla sinistra svettano le fondamenta della struttura difensiva centrale e si intravedono alla base del cocuzzolo i resti della cinta muraria più interna. All'inizio della salita verso la chiesa, a Nord, è visibile una porzione di muro che funge anche come sostegno del terreno franoso, tipico della zona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al di sotto delle mura, sono affiorati nel tempo numerosissimi reperti di numismatica, oggettistica varia e sepoltura. Nell'ambito della numismatica si evidenziano dei ritrovamenti a partire dal I secolo d.C. fino all'epoca veneziana. Per quel che riguarda l'oggettistica invece,  punte di freccia di vario genere: alcune a punta piramidale quadrangolare allungata con innesto a spina (databili al IV-V secolo d.C.), altre di tipo avarico a tre alette. Tra gli oggetti rinvenuti, fibbie di ferro o rame di vario genere rappresentano delle testimonianze longobarde di vita quotidiana;  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
Il cocuzzolo occidentale è separato da quello centrale tramite un fossato, probabilmente artificiale, e, al centro, conserva tutt'ora le antiche fondazioni di una torre come attestano le prime fonti risalenti al XII secolo.&amp;lt;ref&amp;gt; fonti: ''Warnerii de Postcastro'' (1170), ''Rocham Cenete'' (1199) &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Note=&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
=Bibliografia=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in &amp;quot;Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)&amp;quot;'', Vittorio Veneto, 1993, pag. 46&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C.'', Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO - TOMASI GIOVANNI, ''L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche'', Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, ''Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe'', Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ZANCHETTA MICHELE, ''Atlante dei castelli tra Piave e Livenza'', Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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		<id>https://wiki.liceoflaminio.edu.it/index.php?title=San_Paolo&amp;diff=375</id>
		<title>San Paolo</title>
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		<updated>2022-04-28T15:01:17Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Cocuzzolo centrale */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Miniatura di Ceneda.png|miniatura|miniatura del 1700 di Ceneda]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
San Paolo è uno dei colli che si alzano nella parte settentrionale dell'abitato di Ceneda. Esso presenta una cresta con tre cocuzzoli: quello orientale ospita l'omonima chiesa, quello centrale  un'ex zona militare e quello occidentale le fondazioni di una torre. Il colle, inoltre, insieme con i castelli più bassi del San Rocco, dei Palasi e forse del San Martino costituiva una delle difese del sistema fortificato collinare. &amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito|95x95px]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
Fino al 1418, sul colle si trovava il castello di Sant'Elia, il quale si estendeva sui tre cocuzzoli e fu distrutto dagli Ungari di Pippo Spano. All'inizio del XVI secolo, sulle rovine del castello sul cocuzzolo orientale, il vescovo Marino Grimani realizzò un nuovo edificio sacro, andato perduto. Nel XVIII secolo il vescovo De Luca commissionò una nuova chiesa al frate Francesco Maria da Venezia. Questa struttura, giunta fino ai giorni nostri, fu restaurata nel 1939 in seguito ai danni causati dalla Prima Guerra Mondiale e dal terremoto del 1936. Ai lati si trovano due cappelle minori: a destra &amp;quot;La Beata Vergine della Salute con San Girolamo e San Rocco&amp;quot;, mentre a sinistra una croce con i simboli della passione ed una scultura in creta. Da allora i fedeli raggiungono la chiesa dopo aver compiuto la Via Crucis, percorrendo la piazza del Duomo e passando accanto al castello vescovile di San Martino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutt'ora accanto alla chiesa si trova un'ulteriore costruzione del XVIII secolo, adibita a residenza privata prima del custode ed in seguito degli eremiti, che si rifugiarono in questo luogo ameno alla ricerca di un isolamento dal mondo. Negli anni Quaranta del XX secolo la casa venne ricostruita in forma di castelletto medievale, caratterizzato esternamente da torri, merli e caditoie, mentre internamente da affreschi raffiguranti due frati.&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale=&lt;br /&gt;
[[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|247x247px|Al centro i resti  della casa-forte,  in basso a sinistra una porzione della cinta muraria interna. ]]&lt;br /&gt;
[[File:Porzione di muro.jpg|miniatura|249x249px|Porzione della cinta più esterna, che unisce il cocuzzolo centrale con quello ovest]]&lt;br /&gt;
[[File:Terrazzamento.jpg|miniatura|220x220px|Porzione della cinta esterna sul lato nord del colle]]&lt;br /&gt;
Il cocuzzolo centrale costituisce l'area di maggior interesse militare, essendo sede delle forze difensive della fortificazione. Esso infatti venne occupato già in età preromana, divenendo un ''oppidum'' ai tempi dell'Urbe e col passare dei secoli si trasformò definitivamente in una roccaforte medievale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sito presenta nell'area centrale una casa-forte (ossia una residenza nobiliare all'interno di una torre) a scopo di difesa e controllo dell'abitato di Ceneda, vista la posizione sopraelevata e quindi strategica. La struttura era in origine circondata da due cinte murarie; la più interna, di cui si vedono solo pochi resti, rappresentava l'ultimo baluardo difensivo, mentre la più periferica, costituisce un anello lungo tutto il perimetro sommitale del colle. Ancora oggi si possono vedere dei resti del fortilizio; salendo sul colle dalla via crucis, sulla sinistra si ergono le mura merlate della cinta esterna. Proseguendo per il sentiero, sempre sulla sinistra svettano le fondamenta della struttura difensiva centrale e si intravedono alla base del cocuzzolo i resti della cinta muraria più interna. All'inizio della salita verso la chiesa, a Nord, è visibile una porzione di muro che funge anche come sostegno del terreno franoso, tipico della zona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al di sotto delle mura, sono affiorati nel tempo numerosissimi reperti di numismatica, oggettistica varia e sepoltura. Nell'ambito della numismatica si evidenziano dei ritrovamenti a partire dal I secolo d.C. fino all'epoca veneziana. Per quel che riguarda l'oggettistica invece,  punte di freccia di vario genere: alcune a punta piramidale quadrangolare allungata con innesto a spina (databili al IV-V secolo d.C.), altre di tipo avarico a tre alette. Tra gli oggetti rinvenuti, fibbie di ferro o rame di vario genere rappresentano delle testimonianze longobarde di vita quotidiana;  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
Il cocuzzolo occidentale è separato da quello centrale tramite un fossato, probabilmente artificiale, e, al centro, conserva tutt'ora le antiche fondazioni di una torre come attestano le prime fonti risalenti al XII secolo.&amp;lt;ref&amp;gt; fonti: ''Warnerii de Postcastro'' (1170), ''Rocham Cenete'' (1199) &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Note=&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
=Bibliografia=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in &amp;quot;Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)&amp;quot;'', Vittorio Veneto, 1993, pag. 46&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C.'', Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO - TOMASI GIOVANNI, ''L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche'', Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, ''Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe'', Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ZANCHETTA MICHELE, ''Atlante dei castelli tra Piave e Livenza'', Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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		<id>https://wiki.liceoflaminio.edu.it/index.php?title=San_Paolo&amp;diff=374</id>
		<title>San Paolo</title>
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		<updated>2022-04-28T14:54:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Cocuzzolo centrale */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Miniatura di Ceneda.png|miniatura|miniatura del 1700 di Ceneda]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
San Paolo è uno dei colli che si alzano nella parte settentrionale dell'abitato di Ceneda. Esso presenta una cresta con tre cocuzzoli: quello orientale ospita l'omonima chiesa, quello centrale  un'ex zona militare e quello occidentale le fondazioni di una torre. Il colle, inoltre, insieme con i castelli più bassi del San Rocco, dei Palasi e forse del San Martino costituiva una delle difese del sistema fortificato collinare. &amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito|95x95px]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
Fino al 1418, sul colle si trovava il castello di Sant'Elia, il quale si estendeva sui tre cocuzzoli e fu distrutto dagli Ungari di Pippo Spano. All'inizio del XVI secolo, sulle rovine del castello sul cocuzzolo orientale, il vescovo Marino Grimani realizzò un nuovo edificio sacro, andato perduto. Nel XVIII secolo il vescovo De Luca commissionò una nuova chiesa al frate Francesco Maria da Venezia. Questa struttura, giunta fino ai giorni nostri, fu restaurata nel 1939 in seguito ai danni causati dalla Prima Guerra Mondiale e dal terremoto del 1936. Ai lati si trovano due cappelle minori: a destra &amp;quot;La Beata Vergine della Salute con San Girolamo e San Rocco&amp;quot;, mentre a sinistra una croce con i simboli della passione ed una scultura in creta. Da allora i fedeli raggiungono la chiesa dopo aver compiuto la Via Crucis, percorrendo la piazza del Duomo e passando accanto al castello vescovile di San Martino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutt'ora accanto alla chiesa si trova un'ulteriore costruzione del XVIII secolo, adibita a residenza privata prima del custode ed in seguito degli eremiti, che si rifugiarono in questo luogo ameno alla ricerca di un isolamento dal mondo. Negli anni Quaranta del XX secolo la casa venne ricostruita in forma di castelletto medievale, caratterizzato esternamente da torri, merli e caditoie, mentre internamente da affreschi raffiguranti due frati.&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale=&lt;br /&gt;
[[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|247x247px|Al centro i resti  della casa-forte,  in basso a sinistra una porzione della cinta muraria interna. ]]&lt;br /&gt;
[[File:Porzione di muro.jpg|miniatura|249x249px|Porzione della cinta più esterna, che unisce il cocuzzolo centrale con quello ovest]]&lt;br /&gt;
[[File:Terrazzamento.jpg|miniatura|220x220px|Porzione della cinta esterna sul lato nord del colle]]&lt;br /&gt;
Il cocuzzolo centrale costituisce l'area di maggior interesse militare, essendo sede delle forze difensive della fortificazione. Esso infatti venne occupato già in età preromana, divenendo poi un ''oppidum'' dell'Urbe per trasformarsi definitivamente in una roccaforte medievale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sito presenta nell'area centrale una casa-forte (ossia una residenza nobiliare all'interno di una torre) a scopo di difesa e controllo dell'abitato di Ceneda, vista la posizione sopraelevata e quindi strategica. La struttura era in origine circondata da due cinte murarie; la più interna, di cui si vedono solo pochi resti, rappresentava l'ultimo baluardo difensivo, mentre la più periferica, costituisce un anello lungo tutto il perimetro sommitale del colle. Ancora oggi si possono vedere dei resti del fortilizio; salendo sul colle dalla via crucis, sulla sinistra si ergono le mura merlate della cinta esterna. Proseguendo per il sentiero, sempre sulla sinistra svettano le fondamenta della struttura difensiva centrale e si intravedono alla base del cocuzzolo i resti della cinta muraria più interna. All'inizio della salita verso la chiesa, verso Nord, è visibile una porzione di muro che funge anche come sostegno del terreno franoso, tipico della zona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al di sotto delle mura, sono affiorati nel tempo numerosissimi reperti di numismatica, oggettistica  e sepoltura. Nell'ambito della numismatica si evidenziano dei ritrovamenti a partire dal I secolo d.C. fino all'epoca veneziana. Per quel che riguarda l'oggettistica invece,  punte di freccia di vario genere, alcune a punta piramidale quadrangolare allungata con innesto a spina, databili al IV-V secolo d.C., altre del tipo cosiddetto avarico a tre alette. Tra gli oggetti rinvenuti, fibbie di ferro o rame di vario genere rappresentano delle testimonianze longobarde di vita quotidiana; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
Esso è separato da quello centrale tramite un fossato, probabilmente artificiale, e, al centro, conserva tutt'ora le antiche fondazioni di una torre come attestano le prime fonti risalenti al XII secolo.&amp;lt;ref&amp;gt; fonti: ''Warnerii de Postcastro'' (1170), ''Rocham Cenete'' (1199) &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Note=&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
=Bibliografia=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in &amp;quot;Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)&amp;quot;'', Vittorio Veneto, 1993, pag. 46&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C.'', Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO - TOMASI GIOVANNI, ''L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche'', Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, ''Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe'', Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ZANCHETTA MICHELE, ''Atlante dei castelli tra Piave e Livenza'', Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;terrazzamento foto&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Cocuzzolo centrale */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Miniatura di Ceneda.png|miniatura|miniatura del 1700 di Ceneda]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
San Paolo è uno dei colli che si alzano nella parte settentrionale dell'abitato di Ceneda. Esso presenta una cresta con tre cocuzzoli: quello orientale ospita l'omonima chiesa, quello centrale  un'ex zona militare e quello occidentale le fondazioni di una torre. Il colle, inoltre, insieme con i castelli più bassi del San Rocco, dei Palasi e forse del San Martino costituiva una delle difese del sistema fortificato collinare. &amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito|95x95px]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
Fino al 1418, sul colle si trovava il castello di Sant'Elia, il quale si estendeva sui tre cocuzzoli e fu distrutto dagli Ungari di Pippo Spano. All'inizio del XVI secolo, sulle rovine del castello sul cocuzzolo orientale, il vescovo Marino Grimani realizzò un nuovo edificio sacro, andato perduto. Nel XVIII secolo il vescovo De Luca commissionò una nuova chiesa al frate Francesco Maria da Venezia. Questa struttura, giunta fino ai giorni nostri, fu restaurata nel 1939 in seguito ai danni causati dalla Prima Guerra Mondiale e dal terremoto del 1936. Ai lati si trovano due cappelle minori: a destra &amp;quot;La Beata Vergine della Salute con San Girolamo e San Rocco&amp;quot;, mentre a sinistra una croce con i simboli della passione ed una scultura in creta. Da allora i fedeli raggiungono la chiesa dopo aver compiuto la Via Crucis, percorrendo la piazza del Duomo e passando accanto al castello vescovile di San Martino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutt'ora accanto alla chiesa si trova un'ulteriore costruzione del XVIII secolo, adibita a residenza privata prima del custode ed in seguito degli eremiti, che si rifugiarono in questo luogo ameno alla ricerca di un isolamento dal mondo. Negli anni Quaranta del XX secolo la casa venne ricostruita in forma di castelletto medievale, caratterizzato esternamente da torri, merli e caditoie, mentre internamente da affreschi raffiguranti due frati.&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale=&lt;br /&gt;
[[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|247x247px|Al centro i resti  della casa-forte,  in basso a sinistra una porzione della cinta muraria interna. ]]&lt;br /&gt;
[[File:Porzione di muro.jpg|miniatura|249x249px|Porzione della cinta più esterna, che unisce il cocuzzolo centrale con quello ovest]]&lt;br /&gt;
Il cocuzzolo centrale costituisce l'area di maggior interesse militare, essendo sede delle forze difensive della fortificazione. Esso infatti venne occupato già in età preromana, divenendo poi un ''oppidum'' dell'Urbe per trasformarsi definitivamente in una roccaforte medievale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sito presenta nell'area centrale una casa-forte (ossia una residenza nobiliare all'interno di una torre) a scopo di difesa e controllo dell'abitato di Ceneda, vista la posizione sopraelevata e quindi strategica. La struttura era in origine circondata da due cinte murarie; la più interna, di cui si vedono solo pochi resti, rappresentava l'ultimo baluardo difensivo, mentre la più periferica, costituisce un anello lungo tutto il perimetro sommitale del colle. Ancora oggi si possono vedere dei resti del fortilizio; salendo sul colle dalla via crucis, sulla sinistra si ergono le mura merlate della cinta esterna. Proseguendo per il sentiero, sempre sulla sinistra svettano le fondamenta della struttura difensiva centrale e si intravedono alla base del cocuzzolo i resti della cinta muraria più interna. All'inizio della salita verso la chiesa, verso Nord, è visibile una porzione di muro che funge anche come sostegno del terreno franoso, tipico della zona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al di sotto delle mura, sono affiorati nel tempo numerosissimi reperti di numismatica, oggettistica  e sepoltura. Nell'ambito della numismatica si evidenziano dei ritrovamenti a partire dal I secolo d.C. fino all'epoca veneziana. Per quel che riguarda l'oggettistica invece,  punte di freccia di vario genere, alcune a punta piramidale quadrangolare allungata con innesto a spina, databili al IV-V secolo d.C., altre del tipo cosiddetto avarico a tre alette. Tra gli oggetti rinvenuti, fibbie di ferro o rame di vario genere rappresentano delle testimonianze longobarde di vita quotidiana; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
Esso è separato da quello centrale tramite un fossato, probabilmente artificiale, e, al centro, conserva tutt'ora le antiche fondazioni di una torre come attestano le prime fonti risalenti al XII secolo.&amp;lt;ref&amp;gt; fonti: ''Warnerii de Postcastro'' (1170), ''Rocham Cenete'' (1199) &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Note=&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
=Bibliografia=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in &amp;quot;Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)&amp;quot;'', Vittorio Veneto, 1993, pag. 46&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C.'', Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO - TOMASI GIOVANNI, ''L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche'', Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, ''Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe'', Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ZANCHETTA MICHELE, ''Atlante dei castelli tra Piave e Livenza'', Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Porzione di muro che si intravede sulla sinistra salendo dalla via crucis.&lt;/div&gt;</summary>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Cocuzzolo est */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Miniatura di Ceneda.png|miniatura|miniatura del 1700 di Ceneda]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
San Paolo è uno dei colli che si alzano nella parte settentrionale dell'abitato di Ceneda. Esso presenta una cresta con tre cocuzzoli: quello orientale ospita l'omonima chiesa, quello centrale  un'ex zona militare e quello occidentale le fondazioni di una torre. Il colle, inoltre, insieme con i castelli più bassi del San Rocco, dei Palasi e forse del San Martino costituiva una delle difese del sistema fortificato collinare. &amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
Fino al 1418, sul colle si trovava il castello di Sant'Elia, il quale si estendeva sui tre cocuzzoli e fu distrutto dagli Ungari di Pippo Spano. All'inizio del XVI secolo, sulle rovine del castello sul cocuzzolo orientale, il vescovo Marino Grimani realizzò un nuovo edificio sacro, andato perduto. Nel XVIII secolo il vescovo De Luca commissionò una nuova chiesa al frate Francesco Maria da Venezia. Questa struttura, giunta fino ai giorni nostri, fu restaurata nel 1939 in seguito ai danni causati dalla Prima Guerra Mondiale e dal terremoto del 1936. Ai lati si trovano due cappelle minori: a destra &amp;quot;La Beata Vergine della Salute con San Girolamo e San Rocco&amp;quot;, mentre a sinistra una croce con i simboli della passione ed una scultura in creta. Da allora i fedeli raggiungono la chiesa dopo aver compiuto la Via Crucis, percorrendo la piazza del Duomo e passando accanto al castello vescovile di San Martino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutt'ora accanto alla chiesa si trova un'ulteriore costruzione del XVIII secolo, adibita a residenza privata prima del custode ed in seguito degli eremiti, che si rifugiarono in questo luogo ameno alla ricerca di un isolamento dal mondo. Negli anni Quaranta del XX secolo la casa venne ricostruita in forma di castelletto medievale, caratterizzato esternamente da torri, merli e caditoie, mentre internamente da affreschi raffiguranti due frati.&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale=&lt;br /&gt;
[[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|283x283px|Al centro i resti  della casa-forte,  in basso a sinistra una porzione della cinta muraria interna. ]]&lt;br /&gt;
Il cocuzzolo centrale costituisce l'area di maggior interesse militare, essendo sede delle forze difensive della fortificazione. Esso infatti venne occupato già in età preromana, divenendo poi un ''oppidum'' dell'Urbe per trasformarsi definitivamente in una roccaforte medievale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sito presenta nell'area centrale una casa-forte (ossia una residenza nobiliare all'interno di una torre) a scopo di difesa e controllo dell'abitato di Ceneda, vista la posizione sopraelevata e quindi strategica. La struttura era in origine circondata da due cinte murarie; la più interna, di cui si vedono solo pochi resti, rappresentava l'ultimo baluardo difensivo, mentre la più periferica, costituisce un anello lungo tutto il perimetro sommitale del colle. Ancora oggi si possono vedere dei resti del fortilizio; salendo sul colle dalla via crucis, sulla sinistra si ergono le mura merlate della cinta esterna. Proseguendo per il sentiero, sempre sulla sinistra svettano le fondamenta della struttura difensiva centrale e si intravedono alla base del cocuzzolo i resti della cinta muraria più interna. All'inizio della salita verso la chiesa, verso Nord, è visibile una porzione di muro che funge anche come sostegno del terreno franoso, tipico della zona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al di sotto delle mura, sono affiorati nel tempo numerosissimi reperti di numismatica, oggettistica  e sepoltura. Nell'ambito della numismatica si evidenziano dei ritrovamenti a partire dal I secolo d.C. fino all'epoca veneziana. Per quel che riguarda l'oggettistica invece,  punte di freccia di vario genere, alcune a punta piramidale quadrangolare allungata con innesto a spina, databili al IV-V secolo d.C., altre del tipo cosiddetto avarico a tre alette. Tra gli oggetti rinvenuti, fibbie di ferro o rame di vario genere rappresentano delle testimonianze longobarde di vita quotidiana; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
Esso è separato da quello centrale tramite un fossato, probabilmente artificiale, e, al centro, conserva tutt'ora le antiche fondazioni di una torre come attestano le prime fonti risalenti al XII secolo.&amp;lt;ref&amp;gt; fonti: ''Warnerii de Postcastro'' (1170), ''Rocham Cenete'' (1199) &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Note=&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
=Bibliografia=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in &amp;quot;Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)&amp;quot;'', Vittorio Veneto, 1993, pag. 46&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C.'', Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO - TOMASI GIOVANNI, ''L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche'', Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, ''Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe'', Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ZANCHETTA MICHELE, ''Atlante dei castelli tra Piave e Livenza'', Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
	</entry>
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		<id>https://wiki.liceoflaminio.edu.it/index.php?title=San_Paolo&amp;diff=369</id>
		<title>San Paolo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.liceoflaminio.edu.it/index.php?title=San_Paolo&amp;diff=369"/>
		<updated>2022-04-28T14:33:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Cocuzzolo centrale */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Miniatura di Ceneda.png|miniatura|miniatura del 1700 di Ceneda]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Il San Paolo è uno dei colli che si alzano nella parte settentrionale dell'abitato di Ceneda. Esso presenta una cresta con tre cocuzzoli: quello orientale ospita l'omonima chiesa, quello centrale  un'ex zona militare e quello occidentale le fondazioni di una torre. Il colle, inoltre, insieme con i castelli più bassi del San Rocco, dei Palasi e forse del San Martino costituiva una delle difese del sistema fortificato collinare. &amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
Fino al 1418, sul colle si trovava il castello di Sant'Elia, il quale si estendeva sui tre cocuzzoli e fu distrutto dagli Ungari di Pippo Spano. All'inizio del XVI secolo, sulle rovine del castello sul cocuzzolo orientale, il vescovo Marino Grimani realizzò un nuovo edificio sacro, andato perduto. Nel XVIII secolo il vescovo De Luca commissionò una nuova chiesa al frate Francesco Maria da Venezia. Questa struttura, giunta fino ai giorni nostri, fu restaurata nel 1939 in seguito ai danni causati dalla Prima Guerra Mondiale e dal terremoto del 1936. Ai lati si trovano due cappelle minori: a destra &amp;quot;La Beata Vergine della Salute con San Girolamo e San Rocco&amp;quot;, mentre a sinistra una croce con i simboli della passione ed una scultura in creta. Da allora i fedeli raggiungono la chiesa dopo aver compiuto la Via Crucis, percorrendo la piazza del Duomo e passando accanto al castello vescovile di San Martino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutt'ora accanto alla chiesa si trova un'ulteriore costruzione del XVIII secolo, adibita a residenza privata prima del custode ed in seguito degli eremiti, che si rifugiarono in questo luogo ameno alla ricerca di un isolamento dal mondo. Negli anni Quaranta del XX secolo la casa venne ricostruita in forma di castelletto medievale, caratterizzato esternamente da torri, merli e caditoie, mentre internamente da affreschi raffiguranti due frati.&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale=&lt;br /&gt;
[[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|283x283px|Al centro i resti  della casa-forte,  in basso a sinistra una porzione della cinta muraria interna. ]]&lt;br /&gt;
Il cocuzzolo centrale costituisce l'area di maggior interesse militare, essendo sede delle forze difensive della fortificazione. Esso infatti venne occupato già in età preromana, divenendo poi un ''oppidum'' dell'Urbe per trasformarsi definitivamente in una roccaforte medievale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sito presenta nell'area centrale una casa-forte (ossia una residenza nobiliare all'interno di una torre) a scopo di difesa e controllo dell'abitato di Ceneda, vista la posizione sopraelevata e quindi strategica. La struttura era in origine circondata da due cinte murarie; la più interna, di cui si vedono solo pochi resti, rappresentava l'ultimo baluardo difensivo, mentre la più periferica, costituisce un anello lungo tutto il perimetro sommitale del colle. Ancora oggi si possono vedere dei resti del fortilizio; salendo sul colle dalla via crucis, sulla sinistra si ergono le mura merlate della cinta esterna. Proseguendo per il sentiero, sempre sulla sinistra svettano le fondamenta della struttura difensiva centrale e si intravedono alla base del cocuzzolo i resti della cinta muraria più interna. All'inizio della salita verso la chiesa, verso Nord, è visibile una porzione di muro che funge anche come sostegno del terreno franoso, tipico della zona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al di sotto delle mura, sono affiorati nel tempo numerosissimi reperti di numismatica, oggettistica  e sepoltura. Nell'ambito della numismatica si evidenziano dei ritrovamenti a partire dal I secolo d.C. fino all'epoca veneziana. Per quel che riguarda l'oggettistica invece,  punte di freccia di vario genere, alcune a punta piramidale quadrangolare allungata con innesto a spina, databili al IV-V secolo d.C., altre del tipo cosiddetto avarico a tre alette. Tra gli oggetti rinvenuti, fibbie di ferro o rame di vario genere rappresentano delle testimonianze longobarde di vita quotidiana; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
Esso è separato da quello centrale tramite un fossato, probabilmente artificiale, e, al centro, conserva tutt'ora le antiche fondazioni di una torre come attestano le prime fonti risalenti al XII secolo.&amp;lt;ref&amp;gt; fonti: ''Warnerii de Postcastro'' (1170), ''Rocham Cenete'' (1199) &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Note=&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
=Bibliografia=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in &amp;quot;Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)&amp;quot;'', Vittorio Veneto, 1993, pag. 46&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C.'', Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO - TOMASI GIOVANNI, ''L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche'', Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, ''Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe'', Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ZANCHETTA MICHELE, ''Atlante dei castelli tra Piave e Livenza'', Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.liceoflaminio.edu.it/index.php?title=San_Paolo&amp;diff=368</id>
		<title>San Paolo</title>
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		<updated>2022-04-28T14:27:45Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Cocuzzolo cent */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Miniatura di Ceneda.png|miniatura|miniatura del 1700 di Ceneda]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Il San Paolo è uno dei colli che si alzano nella parte settentrionale dell'abitato di Ceneda. Esso presenta una cresta con tre cocuzzoli: quello orientale ospita l'omonima chiesa, quello centrale  un'ex zona militare e quello occidentale le fondazioni di una torre. Il colle, inoltre, insieme con i castelli più bassi del San Rocco, dei Palasi e forse del San Martino costituiva una delle difese del sistema fortificato collinare. &amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
Fino al 1418, sul colle si trovava il castello di Sant'Elia, il quale si estendeva sui tre cocuzzoli e fu distrutto dagli Ungari di Pippo Spano. All'inizio del XVI secolo, sulle rovine del castello sul cocuzzolo orientale, il vescovo Marino Grimani realizzò un nuovo edificio sacro, andato perduto. Nel XVIII secolo il vescovo De Luca commissionò una nuova chiesa al frate Francesco Maria da Venezia. Questa struttura, giunta fino ai giorni nostri, fu restaurata nel 1939 in seguito ai danni causati dalla Prima Guerra Mondiale e dal terremoto del 1936. Ai lati si trovano due cappelle minori: a destra &amp;quot;La Beata Vergine della Salute con San Girolamo e San Rocco&amp;quot;, mentre a sinistra una croce con i simboli della passione ed una scultura in creta. Da allora i fedeli raggiungono la chiesa dopo aver compiuto la Via Crucis, percorrendo la piazza del Duomo e passando accanto al castello vescovile di San Martino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutt'ora accanto alla chiesa si trova un'ulteriore costruzione del XVIII secolo, adibita a residenza privata prima del custode ed in seguito degli eremiti, che si rifugiarono in questo luogo ameno alla ricerca di un isolamento dal mondo. Negli anni Quaranta del XX secolo la casa venne ricostruita in forma di castelletto medievale, caratterizzato esternamente da torri, merli e caditoie, mentre internamente da affreschi raffiguranti due frati.&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale=&lt;br /&gt;
Il cocuzzolo centrale costituisce l'area di maggior interesse militare, essendo sede delle forze difensive della fortificazione. Esso infatti venne occupato già in età preromana, divenendo poi un ''oppidum'' dell'Urbe per trasformarsi definitivamente in una roccaforte medievale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sito presenta nell'area centrale una casa-forte (ossia una residenza nobiliare all'interno di una torre) a scopo di difesa e controllo dell'abitato di Ceneda, vista la posizione sopraelevata e quindi strategica. La struttura era in origine circondata da due cinte murarie; la più interna, di cui si vedono solo pochi resti, rappresentava l'ultimo baluardo difensivo, mentre la più periferica, costituisce un anello lungo tutto il perimetro sommitale del colle. Ancora oggi si possono vedere dei resti del fortilizio; salendo sul colle dalla via crucis, sulla sinistra si ergono le mura merlate della cinta esterna. Proseguendo per il sentiero, sempre sulla sinistra svettano le fondamenta della struttura difensiva centrale e si intravedono alla base del cocuzzolo i resti della cinta muraria più interna. All'inizio della salita verso la chiesa, verso Nord, è visibile una porzione di muro che funge anche come sostegno del terreno franoso, tipico della zona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al di sotto delle mura, sono affiorati nel tempo numerosissimi reperti di numismatica, oggettistica  e sepoltura. Nell'ambito della numismatica si evidenziano dei ritrovamenti a partire dal I secolo d.C. fino all'epoca veneziana. Per quel che riguarda l'oggettistica invece,  punte di freccia di vario genere, alcune a punta piramidale quadrangolare allungata con innesto a spina, databili al IV-V secolo d.C., altre del tipo cosiddetto avarico a tre alette. Tra gli oggetti rinvenuti, fibbie di ferro o rame di vario genere rappresentano delle testimonianze longobarde di vita quotidiana; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
Esso è separato da quello centrale tramite un fossato, probabilmente artificiale, e, al centro, conserva tutt'ora le antiche fondazioni di una torre come attestano le prime fonti risalenti al XII secolo.&amp;lt;ref&amp;gt; fonti: ''Warnerii de Postcastro'' (1170), ''Rocham Cenete'' (1199) &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Note=&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
=Bibliografia=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in &amp;quot;Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)&amp;quot;'', Vittorio Veneto, 1993, pag. 46&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C.'', Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO - TOMASI GIOVANNI, ''L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche'', Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, ''Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe'', Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ZANCHETTA MICHELE, ''Atlante dei castelli tra Piave e Livenza'', Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
	</entry>
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		<id>https://wiki.liceoflaminio.edu.it/index.php?title=San_Paolo&amp;diff=367</id>
		<title>San Paolo</title>
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		<updated>2022-04-28T14:27:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Cocuzzolo centrale */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Miniatura di Ceneda.png|miniatura|miniatura del 1700 di Ceneda]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Il San Paolo è uno dei colli che si alzano nella parte settentrionale dell'abitato di Ceneda. Esso presenta una cresta con tre cocuzzoli: quello orientale ospita l'omonima chiesa, quello centrale  un'ex zona militare e quello occidentale le fondazioni di una torre. Il colle, inoltre, insieme con i castelli più bassi del San Rocco, dei Palasi e forse del San Martino costituiva una delle difese del sistema fortificato collinare. &amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
Fino al 1418, sul colle si trovava il castello di Sant'Elia, il quale si estendeva sui tre cocuzzoli e fu distrutto dagli Ungari di Pippo Spano. All'inizio del XVI secolo, sulle rovine del castello sul cocuzzolo orientale, il vescovo Marino Grimani realizzò un nuovo edificio sacro, andato perduto. Nel XVIII secolo il vescovo De Luca commissionò una nuova chiesa al frate Francesco Maria da Venezia. Questa struttura, giunta fino ai giorni nostri, fu restaurata nel 1939 in seguito ai danni causati dalla Prima Guerra Mondiale e dal terremoto del 1936. Ai lati si trovano due cappelle minori: a destra &amp;quot;La Beata Vergine della Salute con San Girolamo e San Rocco&amp;quot;, mentre a sinistra una croce con i simboli della passione ed una scultura in creta. Da allora i fedeli raggiungono la chiesa dopo aver compiuto la Via Crucis, percorrendo la piazza del Duomo e passando accanto al castello vescovile di San Martino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutt'ora accanto alla chiesa si trova un'ulteriore costruzione del XVIII secolo, adibita a residenza privata prima del custode ed in seguito degli eremiti, che si rifugiarono in questo luogo ameno alla ricerca di un isolamento dal mondo. Negli anni Quaranta del XX secolo la casa venne ricostruita in forma di castelletto medievale, caratterizzato esternamente da torri, merli e caditoie, mentre internamente da affreschi raffiguranti due frati.&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo cent=&lt;br /&gt;
Il cocuzzolo centrale costituisce l'area di maggior interesse militare, essendo sede delle forze difensive della fortificazione. Esso infatti venne occupato già in età preromana, divenendo poi un ''oppidum'' dell'Urbe per trasformarsi definitivamente in una roccaforte medievale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sito presenta nell'area centrale una casa-forte (ossia una residenza nobiliare all'interno di una torre) a scopo di difesa e controllo dell'abitato di Ceneda, vista la posizione sopraelevata e quindi strategica. La struttura era in origine circondata da due cinte murarie; la più interna, di cui si vedono solo pochi resti, rappresentava l'ultimo baluardo difensivo, mentre la più periferica, costituisce un anello lungo tutto il perimetro sommitale del colle. Ancora oggi si possono vedere dei resti del fortilizio; salendo sul colle dalla via crucis, sulla sinistra si ergono le mura merlate della cinta esterna. Proseguendo per il sentiero, sempre sulla sinistra svettano le fondamenta della struttura difensiva centrale e si intravedono alla base del cocuzzolo i resti della cinta muraria più interna. All'inizio della salita verso la chiesa, verso Nord, è visibile una porzione di muro che funge anche come sostegno del terreno franoso, tipico della zona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al di sotto delle mura, sono affiorati nel tempo numerosissimi reperti di numismatica, oggettistica  e sepoltura. Nell'ambito della numismatica si evidenziano dei ritrovamenti a partire dal I secolo d.C. fino all'epoca veneziana. Per quel che riguarda l'oggettistica invece,  punte di freccia di vario genere, alcune a punta piramidale quadrangolare allungata con innesto a spina, databili al IV-V secolo d.C., altre del tipo cosiddetto avarico a tre alette. Tra gli oggetti rinvenuti, fibbie di ferro o rame di vario genere rappresentano delle testimonianze longobarde di vita quotidiana; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
Esso è separato da quello centrale tramite un fossato, probabilmente artificiale, e, al centro, conserva tutt'ora le antiche fondazioni di una torre come attestano le prime fonti risalenti al XII secolo.&amp;lt;ref&amp;gt; fonti: ''Warnerii de Postcastro'' (1170), ''Rocham Cenete'' (1199) &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Note=&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
=Bibliografia=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in &amp;quot;Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)&amp;quot;'', Vittorio Veneto, 1993, pag. 46&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C.'', Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO - TOMASI GIOVANNI, ''L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche'', Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, ''Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe'', Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ZANCHETTA MICHELE, ''Atlante dei castelli tra Piave e Livenza'', Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Cocuzzolo centrale */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 introduzione al sito in generale =cos'è, com'è strutturato, ecc.&lt;br /&gt;
Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio.&amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
spiegazione chiesa (pdf Zanchetta da Vero)&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale=&lt;br /&gt;
[[File:Miniatura settecentesca.jpg|miniatura]]&lt;br /&gt;
oppidum arnosti 46-701 zanchetta&lt;br /&gt;
descrizione&lt;br /&gt;
monete&lt;br /&gt;
necropoli (resti vari)&lt;br /&gt;
foto pianta pag 702 arnosti &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
 scrivere 4 acche (libro Zanchetta)&lt;br /&gt;
=Note=&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
=Bibliografia=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in &amp;quot;Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)&amp;quot;'', Vittorio Veneto, 1993, pag. 46&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, ''Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C.'', Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO - TOMASI GIOVANNI, ''L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche'', Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, ''Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe'', Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ZANCHETTA MICHELE, ''Atlante dei castelli tra Piave e Livenza'', Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
	</entry>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;miniatura settecentesca raffigurante il colle San Paolo&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
	</entry>
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		<title>Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C., Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705</title>
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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;File PDF della fonte&lt;br /&gt;
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		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;File PDF della fonte&lt;br /&gt;
[[File: d'assiè pag.96|PDF]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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&lt;div&gt;File PDF della fonte&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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	<entry>
		<id>https://wiki.liceoflaminio.edu.it/index.php?title=San_Paolo&amp;diff=314</id>
		<title>San Paolo</title>
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		<updated>2022-04-20T14:04:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Bibliografia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 introduzione al sito in generale =cos'è, com'è strutturato, ecc.&lt;br /&gt;
Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio.&amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
spiegazione chiesa (pdf Zanchetta da Vero)&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale= &lt;br /&gt;
oppidum arnosti 46-701 zanchetta&lt;br /&gt;
descrizione&lt;br /&gt;
monete&lt;br /&gt;
necropoli (resti vari)&lt;br /&gt;
foto pianta pag 702 arnosti &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
 scrivere 4 acche (libro Zanchetta)&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, [[L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in ''Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno, Vittorio Veneto, 4 maggio 1991'', Vittorio Veneto, 1993, pag. 46]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, [[Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C., Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO- TOMASI GIOVANNI, [[L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche, Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, [[Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe, Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ZANCHETTA MICHELE, [[Atlante dei castelli tra Piave e Livenza, Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://wiki.liceoflaminio.edu.it/index.php?title=San_Paolo&amp;diff=313</id>
		<title>San Paolo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://wiki.liceoflaminio.edu.it/index.php?title=San_Paolo&amp;diff=313"/>
		<updated>2022-04-20T14:04:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Bibliografia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 introduzione al sito in generale =cos'è, com'è strutturato, ecc.&lt;br /&gt;
Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio.&amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
spiegazione chiesa (pdf Zanchetta da Vero)&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale= &lt;br /&gt;
oppidum arnosti 46-701 zanchetta&lt;br /&gt;
descrizione&lt;br /&gt;
monete&lt;br /&gt;
necropoli (resti vari)&lt;br /&gt;
foto pianta pag 702 arnosti &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
 scrivere 4 acche (libro Zanchetta)&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, [[L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in ''Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)'', Vittorio Veneto, 1993, pag. 46]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, [[Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C., Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO- TOMASI GIOVANNI, [[L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche, Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, [[Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe, Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ZANCHETTA MICHELE, [[Atlante dei castelli tra Piave e Livenza, Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
	</entry>
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		<title>San Paolo</title>
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		<updated>2022-04-20T14:03:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Bibliografia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 introduzione al sito in generale =cos'è, com'è strutturato, ecc.&lt;br /&gt;
Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio.&amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
spiegazione chiesa (pdf Zanchetta da Vero)&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale= &lt;br /&gt;
oppidum arnosti 46-701 zanchetta&lt;br /&gt;
descrizione&lt;br /&gt;
monete&lt;br /&gt;
necropoli (resti vari)&lt;br /&gt;
foto pianta pag 702 arnosti &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
 scrivere 4 acche (libro Zanchetta)&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, [[L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in “Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno -Vittorio Veneto, 4 maggio 1991-”, Vittorio Veneto, 1993, pag. 46]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, [[Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C., Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO- TOMASI GIOVANNI, [[L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche, Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, [[Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe, Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ZANCHETTA MICHELE, [[Atlante dei castelli tra Piave e Livenza, Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 introduzione al sito in generale =cos'è, com'è strutturato, ecc.&lt;br /&gt;
Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio.&amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
spiegazione chiesa (pdf Zanchetta da Vero)&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale= &lt;br /&gt;
oppidum arnosti 46-701 zanchetta&lt;br /&gt;
descrizione&lt;br /&gt;
monete&lt;br /&gt;
necropoli (resti vari)&lt;br /&gt;
foto pianta pag 702 arnosti &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
 scrivere 4 acche (libro Zanchetta)&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, [[L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in “Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)”, Vittorio Veneto, 1993, pag. 46]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, [[Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C., Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO- TOMASI GIOVANNI, [[L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche, Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, [[Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe, Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ZANCHETTA MICHELE, [[Atlante dei castelli tra Piave e Livenza, Vittorio Veneto, 2021, pp. 296-299]]&lt;/div&gt;</summary>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Bibliografia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 introduzione al sito in generale =cos'è, com'è strutturato, ecc.&lt;br /&gt;
Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio.&amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
spiegazione chiesa (pdf Zanchetta da Vero)&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale= &lt;br /&gt;
oppidum arnosti 46-701 zanchetta&lt;br /&gt;
descrizione&lt;br /&gt;
monete&lt;br /&gt;
necropoli (resti vari)&lt;br /&gt;
foto pianta pag 702 arnosti &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
 scrivere 4 acche&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, [[L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in “Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)”, Vittorio Veneto, 1993, pag. 46]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, [[Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C., Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO- TOMASI GIOVANNI, [[L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche, Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85]]*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, [[Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe, Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97]]*&lt;/div&gt;</summary>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* Bibliografia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 introduzione al sito in generale =cos'è, com'è strutturato, ecc.&lt;br /&gt;
Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio.&amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
spiegazione chiesa (pdf Zanchetta da Vero)&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale= &lt;br /&gt;
oppidum arnosti 46-701 zanchetta&lt;br /&gt;
descrizione&lt;br /&gt;
monete&lt;br /&gt;
necropoli (resti vari)&lt;br /&gt;
foto pianta pag 702 arnosti &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
 scrivere 4 acche&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in “Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)”, Vittorio Veneto, 1993, pag. 46*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*ARNOSTI GIORGIO, Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C., Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*DE NARDI SERGIO- TOMASI GIOVANNI, L’agro centuriato cenedese, Studi e ricerche, Vittorio Veneto, 2010, pp. 84-85*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*D’ASSIE ALESSANDRO, Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe, Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97*&lt;/div&gt;</summary>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: /* INTRODUZIONE */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 introduzione al sito in generale =cos'è, com'è strutturato, ecc.&lt;br /&gt;
Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio.&amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
spiegazione chiesa (pdf Zanchetta da Vero)&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale= &lt;br /&gt;
oppidum arnosti 46-701 zanchetta&lt;br /&gt;
descrizione&lt;br /&gt;
monete&lt;br /&gt;
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foto pianta pag 702 arnosti &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
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==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
-D’ASSIE ALESSANDRO, Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe, Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-ARNOSTI GIORGIO, L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in “Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)”, Vittorio Veneto, 1993, pag. 46&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-ARNOSTI GIORGIO, Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C., Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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&lt;div&gt;miniatura del '700 di un tal Tomasi&lt;/div&gt;</summary>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 introduzione al sito in generale =cos'è, com'è strutturato, ecc.&lt;br /&gt;
Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio.&amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
spiegazione chiesa (pdf Zanchetta da Vero)&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale= &lt;br /&gt;
oppidum arnosti 46-701 zanchetta&lt;br /&gt;
descrizione&lt;br /&gt;
monete&lt;br /&gt;
necropoli (resti vari)&lt;br /&gt;
foto pianta pag 702 arnosti &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
 scrivere 4 acche&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
-D’ASSIE ALESSANDRO, Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe, Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-ARNOSTI GIORGIO, L’evoluzione delle logiche insediative e dell’organizzazione del territorio dall’epoca Romana al primo altomedioevo in “Il sistema difensivo di Ceneda: problemi di conoscenza, recupero e valorizzazione. Atti del II Convegno (Vittorio Veneto, 4 maggio 1991)”, Vittorio Veneto, 1993, pag. 46&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-ARNOSTI GIORGIO, Cenita feliciter. l’epopea goto franco-romaico-longobarda tra VI e VIII secolo d.C., Vittorio Veneto, 2017, pp. 701-705&lt;/div&gt;</summary>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 introduzione al sito in generale =cos'è, com'è strutturato, ecc.&lt;br /&gt;
Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio.&amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
spiegazione chiesa (pdf Zanchetta da Vero)&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale= &lt;br /&gt;
oppidum arnosti 46-701 zanchetta&lt;br /&gt;
descrizione&lt;br /&gt;
monete&lt;br /&gt;
necropoli (resti vari)&lt;br /&gt;
foto pianta pag 702 arnosti &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
 scrivere 4 acche&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
D’ASSIE ALESSANDRO, Ceneda e Serravalle nelle antiche stampe, Vittorio Veneto, 2006, pp. 96-97&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 introduzione al sito in generale =cos'è, com'è strutturato, ecc.&lt;br /&gt;
Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio.&amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
spiegazione chiesa (pdf Zanchetta da Vero)&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale= &lt;br /&gt;
oppidum arnosti 46-701 zanchetta&lt;br /&gt;
descrizione&lt;br /&gt;
monete&lt;br /&gt;
necropoli (resti vari)&lt;br /&gt;
foto pianta pag 702 arnosti &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
 scrivere 4 acche&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
abcd&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;=='''INTRODUZIONE'''==&lt;br /&gt;
 introduzione al sito in generale =cos'è, com'è strutturato, ecc.&lt;br /&gt;
Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio.&amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo est=&lt;br /&gt;
spiegazione chiesa (pdf Zanchetta da Vero)&lt;br /&gt;
=Cocuzzolo centrale= &lt;br /&gt;
oppidum arnosti 46-701 zanchetta&lt;br /&gt;
descrizione&lt;br /&gt;
monete&lt;br /&gt;
necropoli (resti vari)&lt;br /&gt;
foto pianta pag 702 arnosti &lt;br /&gt;
=Cocuzzolo ovest=&lt;br /&gt;
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==Note==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
abcd&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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		<title>San Paolo</title>
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		<updated>2022-04-20T08:21:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio.&amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
abcd&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio.&amp;lt;ref&amp;gt; prova nota &amp;lt;/ref&amp;gt; [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
abcd&lt;br /&gt;
==Note==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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		<title>L’incastellamento nel Cenedese in età medievale e nella prima età moderna - progetto PCTO (3Acl, 2021/22)</title>
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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(presentazione del progetto + elenco dei siti di incastellamento del vittoriese)&lt;br /&gt;
* [[Montesel]]&lt;br /&gt;
* [[San Paolo]]&lt;br /&gt;
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&lt;div&gt;Il 29/03/22 abbiamo visitato il sito di San Paolo e abbiamo visto i siti di incastellamento del territorio. [[File:San paolo foto 1.jpg|miniatura|san Paolo foto sito proibito]]&lt;/div&gt;</summary>
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* [[Montesel]]&lt;br /&gt;
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&lt;div&gt;(presentazione del progetto)&lt;br /&gt;
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&lt;div&gt;'''Benvenuti nella piattaforma Wiki del [https://wiki.liceoflaminio.edu.it Liceo Flaminio]!'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa sezione del sito istituzionale del Liceo Flaminio raccoglie alcuni risultati prodotti dagli studenti nell'ambito dei progetti didattici dell'istituto, realizzati anche in collaborazione con altri istituti scolastici o enti istituzionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Progetti didattici ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Storia ===&lt;br /&gt;
*[[Il Cenedese e l'Alta Marca Trevigiana: Percorsi tra Storia e Memoria]] - cicli di incontri di storia locale&lt;br /&gt;
* [[L’incastellamento nel Cenedese in età medievale e nella prima età moderna - progetto PCTO (3Acl, 2021/22)]]&lt;/div&gt;</summary>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;CamillaCandosin: Creata pagina con &amp;quot;(presentazione del progetto) - Montesel - San Paolo - Turris nigra&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;(presentazione del progetto)&lt;br /&gt;
- Montesel&lt;br /&gt;
- San Paolo&lt;br /&gt;
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		<author><name>CamillaCandosin</name></author>
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